lunedì 9 ottobre 2017

Un alfabeto a fiori


Ho scritto questa autorecensione perchè, vi confesso, mi ha spaventato l'affettuoso riscontro di attesa tra blog e Facebook. 
Vorrei che tutti potessero sfogliarne una copia, prima di considerarne l'acquisto.

Anelo ad un acquisto consapevole.
Alla delusione preferisco scatole di copie invendute.

Nel bene e nel male una autorecensione non può essere imparziale, quindi un'idea potrebbe essere quella di attendere la recensione di qualche esperto, nel caso non possiate sfogliarlo.

Essenzialmente, Un alfabeto a fiori è un Album di disegni per ricamo.
Perchè tutto nacque dalla richiesta dei disegni delle iniziali. 
Mi ci provai e disegnai ormai un anno fa l'alfabeto completo alto 11 cm, sui profili lineari del Rouyer 254.
Collezione di disegni tra le mani, mi chiesi se produrre semplicemente un pdf, ma le considerazioni successive mi indussero a progettare qualcosa di più impegnativo.
Per prima cosa sarebbe stato molto limitante avere l'alfabeto in un'unica dimensione, perchè, nonostante si possano leggermente ingrandire o rimpicciolire le iniziali, una forte riduzione comporterebbe una riduzione del numero di fiori, anzichè di misure. E quindi disegnai anche l'alfabeto alto 7 cm, un po' come si faceva una volta, per avere le due grandezze per asciugamano grande e piccolo o lenzuolo e federa.


Autocriticando la mia ossessione per le iniziali, introdussi anche alcuni elementi decorativi, per consentire di imparare a ricamare questi soggetti, senza necessariamente dedicarli a qualcuno.
Completata la serie di disegni mi dissi che sarebbe stato interessante avere qualche alternativa cromatica, per aumentare la fruibilità dell'alfabeto e facilitare le ambientazioni. Così, per gioco, mi prefissai un compitino facile facile: ricamare tutto l'alfabeto con colori diversi. 
Per rendere la cosa ancora più semplice, immaginai un campionario su tessuti alternativi ai classici da ricamo e tentai il raso di seta, lo shantung, la felpa, un dainetto, tessuti arredo colorati... Quest'ultima un'impresa davvero complicata. A luglio accesi il fuoco solo per bruciare la M su fondo verde.


La cosa doveva finire così.
Disegni + colori (tabelle con riferimenti DMC): una pagina per ciascuna lettera.
Ma la perfida vocina che sento risuonare nella vuota scatola cranica mi suggerì di aggiungere qualche spiegazione... Insomma!
Vero! E brava la mia vocina! Cominciai a fotografare passo passo tutte le fasi di lavorazione. 
Quella stessa vocina mi sussurrò anche che per anni avevo proposto ai corsi il disegno autonomo delle iniziali e delle scritte, avendo sperimentato quanto è facile. Che volevo che tutte ci provassero almeno una volta, per prendere coraggio e mettersi nell'idea di essere capaci e poter fare da sè... Quindi fotografai anche un tutorial per il disegno delle scritte.


Quando mi dissi che il progetto stava diventando realtà, scovai la mitica amica Laura. 
Il giorno non me lo ricordo, ma lei deve averlo colorato in nero nella sua agenda, aggiungendo tante freccette e teschi, quindi potrò chiederle...
Scoprii che i principi della fisica dei corpi non sono stravaganti invenzioni dei professori di fisica. Cioè che non puoi far entrare in un contenitore una serie di oggetti la somma dei cui volumi è maggiore del volume del contenitore. Non puoi chiedere di mettere due litri di birra in una bottiglia da un litro. E non puoi pensare di mettere in 60 pagine tutto, considerato anche il testo a fronte inglese, dando come unico imperativo: foto a tutta pagina.
Ora le pagine sono 72, compresa la copertina. 
Ciò nonostante ho dovuto sfalciare le spiegazioni. Ho inserito una doverosa galleria dei punti e ho scritto un tutorial che in sostanza si limita alla sequenza di lavorazione, con rimando ai punti e consigli. 
Visto che comunque ho tutta questa serie di foto nel cassetto, non escludo un bel tutorial sul blog, prossimamente. 
Ma non troverete nel libretto foto di movimenti passo passo, ma, appunto, la sequenza lavorativa.


Un nota sui testi...
Tanto blatero sul blog, quanto arida ed essenziale sono stata nei testi della pubblicazione. 
Non avevo considerato il fattore psicologico della stampa e la necessità di scrivere solo parole opportune. 
Lo specifico perchè tante graziose followers mi hanno scritto auspicandosi una lettura divertente...
Per forza di cose è un manualetto tecnico.

Tornando alla cronistoria dell'impresa, ad un certo tardivo punto, la stessa vocina (sto prendendo in considerazione una lobotomia) mi rimproverò perchè non avevo considerato di dare dei suggerimenti d'uso e quindi in un mese (era agosto e lo ricordo bene) ricamai all'impazzata diversi oggetti, per mostrare come e dove usare l'alfabeto.
Ahimè, si decise infine di stampare a grandezza naturale il campionario alto 7 cm e tutte queste lavorazioni compaiono sullo sfondo. Se tale obiettivo non è stato raggiunto, mi auguro che comunque servano d'ispirazione. 


Tante cose si potevano aggiungere, tra cui le difficoltà incontrate su ciascun tessuto e quali espedienti per superarle... 
Ma non potevo, e non mi sembrò opportuno, trasformare un album di disegni nell'ennesimo manuale di ricamo. 
E' una storia di frustrazioni e compromessi, ma credo che sia, come mi è stato riferito, una storia consueta.
Per riassumere, ecco il retro copertina...


L'accenno all'ispirazione per tecniche avanzate deriva dal fatto che ricamai la W e la X con le perline, la Y in bianco con un po' di punto pieno e la Z con il ricamo Silk Ribbon. Volevo cioè sperimentare l'utilizzo di questi disegni attraverso tecniche alternative ai punti base. Lo trovai straordinariamente facile e io stessa finalmente ebbi un soggetto per sperimentare i meravigliosi nastri di Di van Niekerk. Ovviamente ho dovuto dare per scontata la tecnica, ma vi assicuro che i pochi elementi che ho introdotto sono alla portata di tutti!



Non sono riuscita a registrare l'ISBN. Questo mi dispiace. I tempi avrebbero slittato ulteriormente e dovevo arrivare ad Abilmente con l'Alfabeto.

Come avrete capito stiamo parlando di una autoproduzione, con testo italiano e inglese a fronte.
Il costo è di 24 euro.

Me lo porterò in fiera (Abilmente Vicenza ottobre 2017) e, come già riferito, avrete la possibilità di consultarlo, prima di decidere.

Da lunedì 23 ottobre potrete trovarlo presso Conti e Molinari, oppure richiederlo direttamente a me.
Con il prossimo post fornirò ulteriori dettagli in questo senso, ma anticipo già che chiederò la cortesia di esclusivi contatti via mail, perchè con messenger e wapp perdo colpi. 
A causa dell'impegno per l'organizzazione della fiera, inizierò a rispondere alle mail da lunedì prossimo.
Grazie di cuore per avermi seguito nell'avventura e per l'affetto comunicatomi e... A presto!
Elisabetta

sabato 7 ottobre 2017

Le anime di Un Alfabeto a fiori


Trepidante ho aperto il primo scatolone. I biscotti alla crusca d'avena erano finiti da un pezzo e le unghie pure.
A causa dei problemi di caricamento del file e della necessità di farli inserire manualmente dall'operatore, temevo che per sbaglio avessero finito per stamparmi un catalogo di pneumatici da neve o un inventario di accessori per la pesca. Alfredo certo avrebbe gradito quest'ultima opzione e avrebbe portato trionfante a scuola il libro sulla pesca della mamma.
Invece, quando gli ho mostrato il contenuto, è tornato annoiato alle sue serie occupazioni, brontolando.
Pallida e senza forze, paralizzata dal timore e dall'odio per questo cumulo di carta che per un anno ha occupato e sfinito mente e impegno (pur nella sua infinita piccolezza ed esiguità) e che ha deciso, ormai provvisto di vita propria, di seminare scompiglio, opporsi ad un destino facile e procurarmi isteriche nevrosi anche negli ultimissimi istanti di gestazione, ho visto infine venire alla luce Un alfabeto a fiori.
Se badassi al senno di poi, chissà che forma avrebbe questa povera creatura!
Bisognerebbe nella vita fare prima un libro di prova e poi mettersi a fare sul serio. La stessa cosa adesso potrei farla con la metà del tempo e con un cervello meno vacuo. Bisognerebbe anche informarsi prima sulle magie che sanno fare i grafici e saper chiedere. Ma per imparare a formulare la domanda giusta, me misera, ho dovuto prendere diverse capate e sprecare giornate di lavoro.
Perchè sono partita da un faccio tutto io tanto presuntuoso quanto necessario per la scarsa disponibilità di mezzi e, ahimè, di conoscenze. Come sarebbe tutto diverso, ora!
Perchè quello che ho scoperto, strada facendo, è che una pubblicazione, per quanto piccola possa essere, se hai la fortuna di incontrare le persone giuste (come lo sono stata io) non ha una sola anima. E' la somma di più anime. E Un alfabeto a fiori ne ha, e dedico questo post a loro.

Manifesta e splendida brilla quella di Laura Arnaldi, l'artefice della magia.
La mia grafica.
Le vie del destino, insondabili, si incrociano un po' per caso, ma c'è chi dice di no. Per non diventare troppo sentimentale mi limito a dire che meglio di così non avrei potuto trovare. Con lei ho decisamente riconsiderato il mio stereotipo sterile e tecnico del grafico di professione, scoprendo che l'essere artisti non si esplica necessariamente nell'atelier d'arte. Lo sapevo già, in realtà. Ma le bande bianche e rosse dei cataloghi di pneumatici da neve non mi hanno mai evocato l'immagine di un artista.
Comunque, quella poveraccia della Laura l'ho fatta penare parecchio.
Credo che alla fine della faccenda fosse seriamente più motivata lei di me alla conclusione degna dell'opera. Fossi stata al posto suo, sicuramente avrei sbuffato alle mie richieste, accontentandomi con un sommesso se ti piace così. E io dal canto mio avrei pensato che in fondo ormai come andava andava.
E invece no. Era lei a volere che uscisse perfetto.
Non finirò mai di ringraziarla. Anche per non aver bloccato il mio numero di telefono dopo certe chiamate notturne.


Sulla follia di aggiungere il testo inglese scriverò un paragrafo dedicato (ovviamente con testo a fronte...).
Inutile dire che qualche volta mi vengono proprio delle idee geniali: dovrei imparare a riconoscerne il dubbio e farmi rinchiudere in una gabbia a meditare, prima di agire. Almeno per rendermi conto di essere magari un po' impreparata. Dunque spero che potranno perdonarmi le lettrici straniere, se mi sono cimentata nella traduzione io stessa. Se mai ci sarà una prossima volta, affiderò subito la traduzione ad un esperto. Con l'acqua alla gola e l'ansia in ebollizione, ho chiesto un tardivo e disperato aiuto a Tamara Catrina Fonseca. Come un angelo è calato sul mio testo per salvare il salvabile, puntando la sua bacchetta magica d'oro qui e là, ma anche qui e lì e un po' più sopra e anche più giù... Anche Catrina un incontro del destino e con lei ringrazio la mitica Manuela Scarpin, che mi dice di non aver fatto nulla e che invece non sa quanto sostegno e coraggio mi ha infuso con il suo entusiasmo!

Ma ringrazio tutte, ma proprio tutte le anime dei followers del blog e dei contatti di Facebook e Google+, che con il loro entusiasmo hanno creato l'occasione. Senza di loro, ne' avrei avuto il coraggio, ne' avrei pensato che potesse servire mai a qualcuno un qualche mio scarabocchio.
E la paura che possa deludere è forte.

E ringrazio anche Maria Rita per le dritte e per il sostegno autorevole che mi ha infuso sicurezza e per i consigli dell'ultim'ora che hanno contribuito ad un cambio di direzione importante per la resa ottimale di un certo capitolo.

E come non citare Maria Elide, che ho tormentato nei momenti di sconforto, finendo per riempire la casella di messenger con faccine che piangono dal ridere?! Il mio coach motivazionale. E' a lei che in fondo devo la metafora gravidica sulla nascita di una pubblicazione...

Last but not least...
Ringrazio di cuore Gabriella Molinari di Conti e Molinari per il supporto materiale offertomi. E la metto nell'elenco delle anime che aleggiano sfogliando le pagine del mio libbricino, perchè la sintonia che si è creata va ben oltre i reciproci interessi di settore. Vi ho trovato quella stessa sensazione di un qualcosa che va oltre il quotidiano e che accomuna tutte queste anime e che forse altro non è che la passione, che trasuda e conquista.
Da lunedì 23 ottobre potrete trovare il mio libretto presso il suo negozio, ma per le informazioni tecniche e la mia autorecensione, risintonizzatevi tra un paio di giorni su questo stesso blog.
A prestissimo!


martedì 26 settembre 2017

Il dado è tratto: un sofferto countdown


Ad ore indicibili, domenica, scossa da ripetute impennate dei picchi di adrenalina e frustrata dalla lentezza dell'upload dei file... Sono andata in stampa.
Vi prego...
Non postate quattro faccine dagli occhi sgranati che roteano smarrite gli occhi, due per parte a incorniciare un insolente quanto giustificato Solo adesso?!?!
Dalla stampa di prova ad oggi, gli uragani che hanno sconquassato l'America devono aver inviato subdoli silenziosi emissari da queste parti e invano ho cercato di fare io stessa da scudo contro le folate che scompigliavano il testo disseminandolo di errori. 
Ho scritto questo post con l'occhio sulla banda dell'upload, trepidante, predisponendo l'animo all'ineluttabile Errore nel caricamento del file, o un alternativo Il sistema ha smesso di funzionare o un più probabile Questo computer si autodistruggerà tra 7, 6, 5, ...
Scrittura terapia.
E invece, guarda un po', tutto è andato liscio: si è solo inceppato il caricamento, senza messaggi di sorta. L'ho preso come un incoraggiante segno del destino. Forse oggi il problema è stato risolto.
Termini di consegna previsti: tra il 6 e il 10 ottobre...
Termini da brivido, non vi pare?
Invano cerco di calmarmi, sgranocchiando biscotti alla crusca d'avena.
La domanda fatidica e impronunciabile rimbalza isterica tra ventricolo destro e piloro...
La mia contrizione si nutre di scenari apocalittici in cui le macchine esplodono o si inceppano inspiegabilmente, sfiorate appena dalle fetidi propaggini di qualche spirito maligno che ha deciso di punirmi oggi di tutte le malefatte della mia vita. E accarezzo l'ipotesi di richiedere una visita guidata allo stabilimento, fingendo un fervido interesse ai processi di stampa, soltanto per controllare che tutto, nella vita della stamperia, stia procedendo con armonico stile. Vorrei gustarmi i sorrisi beati del personale ebbro di soddisfazione per il rispetto puntuale degli ordini e fantastico sui giovani addetti che, con solerte efficienza, procedono alle stampe lanciandosi, dalla cima di una macchina all'altra (che non posso non immaginare mostruosa, potente e scintillante) affettuosi e scherzosi improperi, civettando l'uno con l'altra.
Quasi quasi adesso controllo se si può fare...
Vi terrò aggiornati!
In ogni caso (ma spero non sola)...